I coccidi sono tra i parassiti intestinali più frequenti nei gattini e nei cuccioli, e tra i più fraintesi: non sono vermi, il vermifugo abituale non li tocca, e trovarli nelle feci di un adulto in salute non significa per forza che sia malato. Questo articolo spiega cosa sono, come si prendono, se passano all'uomo, come si diagnosticano e come si trattano.
Cosa sono i coccidi (e cosa non sono)
I coccidi di cane e gatto sono protozoi del genere Cystoisospora, organismi unicellulari che si moltiplicano dentro le cellule dell'intestino tenue. Nel gatto le specie sono Cystoisospora felis e C. rivolta, nel cane C. canis e il gruppo C. ohioensis. Sono specie-specifici: quelli del gatto non infettano il cane, quelli del cane non infettano il gatto.
Due confusioni frequenti:
- Non sono vermi. Fenbendazolo, milbemicina, praziquantel e gli altri vermifughi di uso comune non hanno effetto sui coccidi. Un cucciolo «sverminato» può avere la coccidiosi.
- Non sono il Toxoplasma. Anche il Toxoplasma è un coccide del gatto, ma è un parassita diverso, con regole diverse, di cui parliamo a parte.
Capita anche di trovare nelle feci oocisti di Eimeria: sono coccidi di conigli, roditori o erbivori, ingeriti con una preda o con le loro feci, che attraversano l'intestino senza infettarlo. Il veterinario le distingue al microscopio.
Chi si ammala
- Gattini e cuccioli tra 1 e 6 mesi, soprattutto intorno allo svezzamento e nelle settimane dopo l'adozione.
- Animali che vivono o hanno vissuto in gruppo: allevamenti, gattili, canili, colonie, negozi.
- Animali sotto stress (trasporto, cambio di casa, altre malattie) o con le difese basse.
- Gli adulti spesso ospitano il parassita senza alcun sintomo e lo eliminano con le feci: sono la fonte per i piccoli.
Sintomi
- Diarrea, da molle ad acquosa, a volte con muco o striature di sangue.
- Dimagrimento o crescita rallentata, pelo opaco, appetito ridotto.
- Nei più piccoli, disidratazione e abbattimento: in un gattino di poche settimane una diarrea di due giorni è già un'emergenza.
- Vomito in una minoranza di casi.
Negli adulti, quasi sempre nessun segno. Una diarrea persistente in un cucciolo o gattino, specie se arrivato da poco da un gruppo, è il quadro tipico.
Come si prendono e come si trasmettono
Il ciclo è semplice e spiega tutte le regole di igiene:
- L'animale infetto elimina con le feci le oocisti, la forma resistente del parassita. Appena emesse non sono ancora infettanti.
- Nell'ambiente, con caldo e umidità, in un paio di giorni maturano e diventano infettanti (sporulano). Da quel momento resistono per mesi, anche ai disinfettanti comuni.
- Un altro animale le ingerisce leccando il pelo sporco, la lettiera, il pavimento, una ciotola, o mangiando una preda (topi e altri roditori possono trasportare il parassita).
- Dopo circa una settimana comincia a eliminare oocisti a sua volta, spesso prima ancora di avere la diarrea.
Le oocisti si attaccano anche al pelo, dove restano infettanti per ore o giorni: pulire l'animale conta quanto pulire la lettiera.
Si trasmettono all'uomo?
No. Le Cystoisospora di cane e gatto sono specifiche per la loro specie e non infettano le persone. Le normali regole di igiene, lavarsi le mani dopo aver pulito lettiera e feci, valgono comunque per gli altri parassiti che possono trovarsi nelle stesse feci.
Come si diagnosticano
Con l'esame delle feci per flottazione, che mettiamo in evidenza le oocisti al microscopio. Due accorgimenti:
- L'eliminazione è intermittente: un esame negativo su una diarrea sospetta non esclude i coccidi. Conviene raccogliere feci di 2-3 giorni diversi, o ripetere.
- Trovare oocisti in un adulto senza sintomi non è di per sé una malattia da trattare: si valuta caso per caso, tenendo conto se in casa ci sono cuccioli o gattini.
Come si trattano
Servono farmaci anticoccidici, diversi dai vermifughi:
- Toltrazuril: di norma una singola somministrazione per bocca, che blocca la moltiplicazione del parassita e l'eliminazione delle oocisti nel giro di pochi giorni. Nel cane esiste un prodotto registrato per i cuccioli, in associazione con un vermifugo; nel gatto si usa su prescrizione veterinaria in deroga.
- Sulfamidici (sulfadimetossina): alternativa storica, in un ciclo di più giorni.
- Terapia di supporto quando la diarrea è importante: reidratazione, a volte con fleboclisi nei più piccoli, alimentazione adeguata.
La scelta del farmaco, la dose e la durata dipendono da specie, peso ed età: le decide il veterinario. In una cucciolata o in un gruppo di gattini spesso si trattano tutti i piccoli, anche quelli che ancora stanno bene, perché si infettano l'uno con l'altro.
Quanto dura
Con il farmaco giusto la diarrea migliora in pochi giorni; il parassita smette di essere eliminato nel giro di una settimana circa. Un controllo delle feci dopo 1-2 settimane conferma che le oocisti sono sparite. Se la diarrea continua, si cercano altre cause: giardia, vermi, infezioni virali, alimentazione.
Pulizia dell'ambiente: la parte che fa la differenza
Le oocisti sono resistenti e durano mesi: il farmaco da solo non basta se l'animale si reinfetta ogni giorno.
- Raccogliere le feci ogni giorno, prima che le oocisti diventino infettanti. È la misura più efficace.
- Lettiera svuotata e lavata con acqua bollente; cucce, ciotole e pavimenti lavati con acqua molto calda o vapore. I disinfettanti comuni non uccidono le oocisti.
- Lavare il pelo sporco, soprattutto la zona sotto la coda, nei piccoli con diarrea.
- Tenere separati l'animale malato e i cuccioli non ancora infetti finché l'esame delle feci non è negativo.
- Lavarsi le mani dopo ogni pulizia.
Prevenzione
- Esame delle feci a ogni nuovo arrivo, cucciolo o gattino, prima di metterlo insieme agli altri animali di casa: la coccidiosi arriva quasi sempre da dove viveva prima.
- Nei cuccioli con diarrea non aspettare: campione di feci alla prima visita.
- Igiene quotidiana della lettiera e degli spazi, soprattutto dove vivono più animali.
- Limitare la caccia ai roditori, che possono trasportare il parassita.
- Ricordare che la sverminazione di routine non copre i coccidi.
Quando chiamare
- Gattino o cucciolo con diarrea da più di 24 ore, o con sangue.
- Non mangia, è abbattuto, ha le gengive secche o gli occhi infossati (disidratazione).
- Diarrea che torna dopo il trattamento.
Cosa facciamo in ambulatorio
- Esame delle feci in sede, con risposta in giornata, che cerca insieme coccidi, giardia e vermi.
- Terapia anticoccidica mirata per specie ed età, e reidratazione quando serve.
- Piano di pulizia per la casa e controllo delle feci a distanza.
Se il tuo cucciolo o gattino ha la diarrea, prenota una visita e porta un campione di feci: è il modo più rapido per capire cosa c'è. Per un animale che vive con altri, vale la pena controllare anche i conviventi.
