Se hai un cane e vivi in Toscana, dal 2026 qualcosa è cambiato: la leishmaniosi è entrata nell'elenco delle malattie animali che vanno segnalate alle autorità sanitarie. È una novità che riguarda soprattutto il lavoro di noi veterinari, ma vale la pena spiegarti che cosa comporta davvero e — soprattutto — che cosa puoi fare tu per proteggere il tuo cane.
Che cosa prevede la norma
Il decreto del Ministero della Salute del 26 gennaio 2026 (Gazzetta Ufficiale n. 112 del 16 maggio 2026), in vigore dal 31 maggio, ha individuato otto malattie animali che, pur non rientrando nella normativa europea sulla sanità animale, hanno rilievo per il nostro Paese. Tra queste c'è la leishmaniosi. Da quella data il medico veterinario deve segnalare entro 12 ore i casi sospetti o confermati; le istruzioni operative di dettaglio sono attese dal Ministero.
Il 29 luglio 2026 la Regione Toscana ha richiamato i veterinari al rispetto di questo obbligo e ha aggiunto un secondo passaggio, previsto dal Piano regionale sulla leishmaniosi: la registrazione nel sistema informativo regionale SISPC di tutti i test eseguiti per Leishmania infantum, sia positivi sia negativi.
Perché contano anche i test negativi
Sembra un dettaglio tecnico, ed è invece il punto più interessante. Sapere quanti cani risultano positivi, senza sapere quanti ne sono stati esaminati, non dice quasi nulla: cento positivi su mille cani testati e cento su diecimila raccontano due situazioni completamente diverse.
Registrando anche i risultati negativi si ottiene finalmente una fotografia attendibile di quanto il parassita circola sul territorio, comune per comune, e si può capire se e dove la diffusione sta cambiando. È da lì che passano le decisioni future su prevenzione e controllo.
Che cosa cambia per te
Sul piano pratico, poco o nulla:
- nessun adempimento a tuo carico: la segnalazione e la registrazione dei test sono compiti dell'ambulatorio;
- nessuna conseguenza per il cane positivo: in Italia non esistono obblighi di isolamento, allontanamento o soppressione. Un cane positivo viene curato, seguito nel tempo e continua a vivere normalmente in famiglia;
- i dati vengono trattati per finalità di sanità pubblica, all'interno del sistema informativo regionale.
In concreto: se il tuo cane esegue un test per la leishmaniosi da noi, quel risultato — qualunque sia — entrerà a far parte della sorveglianza regionale.
Il cane non trasmette la malattia all'uomo
È bene ripeterlo, perché è la preoccupazione più comune. La leishmaniosi non si trasmette per contatto: non con le carezze, non con la saliva, non dormendo accanto al proprio cane. Il passaggio avviene soltanto attraverso la puntura di un piccolo insetto, il flebotomo — il pappatacio — che punge un soggetto infetto e poi un altro.
Il cane, però, è una sentinella preziosa: dove il parassita circola nei cani, vuol dire che è presente sul territorio. È l'idea alla base dell'approccio One Health, che mette insieme salute animale, umana e ambientale invece di trattarle come mondi separati.
Come proteggere il tuo cane (qui sì che dipende da te)
- Antiparassitario repellente, senza interruzioni. Collari o spot-on a base di piretroidi (deltametrina, permetrina, flumetrina) allontanano il pappatacio prima che punga. Vanno coperti tutti i mesi a rischio, indicativamente da marzo-aprile fino a ottobre-novembre: sono le interruzioni, anche di poche settimane, a lasciare la finestra aperta. Attenzione alla durata effettiva del prodotto, ai bagni frequenti e alla tosatura, che possono ridurne l'efficacia.
- Occhio alle ore giuste. I pappataci pungono dal tramonto all'alba. Tenere il cane in casa durante la notte riduce molto il rischio. Le zanzariere aiutano solo se a maglia molto fine: quelle comuni non li fermano.
- Cura dell'ambiente. Questi insetti si sviluppano nel materiale organico umido: foglie in decomposizione, cataste di legna, sottovasi, muretti a secco, ricoveri sporchi. Tenere pulita la zona dove il cane dorme fa la sua parte.
- Vaccinazione. Esiste ed è utile in alcune situazioni, da valutare caso per caso. Non sostituisce i repellenti: si usano insieme.
- Un test all'anno. In un'area endemica come la nostra, un controllo del sangue una volta l'anno permette di individuare l'infezione prima che compaiano i sintomi, quando le possibilità terapeutiche sono migliori. Da quest'anno quel test contribuisce anche alla sorveglianza regionale.
Quando è il caso di farci una telefonata
Meritano una visita: dimagrimento nonostante l'appetito, spellature e croste soprattutto attorno agli occhi e sul muso, ferite che non guariscono, unghie che crescono in modo anomalo e ricurvo, sangue dal naso, linfonodi ingrossati, zoppie che cambiano arto, stanchezza insolita, aumento della sete e della quantità di urina.
Nessuno di questi segni significa automaticamente leishmaniosi — molti sono comuni ad altre malattie — ma in Toscana vale la pena escluderla per tempo.
La nostra posizione è la stessa espressa dagli esperti che si sono confrontati sul tema a Firenze: attenzione sì, allarme no. La leishmaniosi si previene con misure semplici e alla portata di tutti, e oggi anche il tuo controllo annuale contribuisce a conoscerla meglio.
Se hai dubbi sulla protezione antiparassitaria del tuo cane o vuoi programmare il test, prenota una visita o chiamaci in ambulatorio.
Fonti
- ANMVI Oggi, Obbligo di segnalazione e monitoraggio della leishmaniosi canina, sezione Toscana, 29 luglio 2026 — leggi l'articolo originale
- Decreto del Ministero della Salute 26 gennaio 2026, in attuazione dell'art. 1, comma 2, del D.Lgs. 136/2022 — Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 112 del 16 maggio 2026, in vigore dal 31 maggio 2026
- Regione Toscana, Piano regionale sulla leishmaniosi — istruzioni per la registrazione dei test per Leishmania infantum sul portale SISPC
